Perché un Parco in Valle San Martino?
La Valle San Martino è ai margini di una delle aree più industrializzate d’Europa, ove la conservazione delle risorse naturali non sempre è stata tenuta debitamente in considerazione. In questo contesto, per offrire alla popolazione, residente e non, la possibilità di fruire anche in futuro di ambienti ad alto valore paesaggistico ed ambientale, la Comunità Montana e le amministrazioni comunali di Erve e Carenno hanno deciso di istituire nel loro territorio montano un Parco Locale di Interesse Sovracomunale, riconosciuto dalla Provincia di Lecco con Delibera del Consiglio provinciale N° 71 del 29/09/2004.
Tramite la pianificazione urbanistica si vogliono infatti fornire nuove prospettive di sviluppo sostenibile all’area, in ambito turistico, ricreativo, didattico..., rafforzando nel contempo la rete ecologica di connessione fra le realtà naturaliformi relitte delle zone limitrofe (Palude di Brivio, Lago di Olginate, Monte Canto..) e le aree dei grandi parchi montani (Parco delle Orobie, Parco dello Stelvio, Parco Nazionale Svizzero...).
Il territorio oggetto di tutela
Il Parco rientra nel perimetro della Comunità Montana Valle San Martino (territori comunali di Erve e Carenno - Provincia di Lecco) ed occupa una superficie di circa 600 ha. Si tratta di una zona montuosa inserita nel sistema delle Prealpi Lombarde, racchiusa fra il Monte Resegone, la Corna Camozzera, i monti Tesoro e Albenza da un lato, affacciata sul lago di Garlate e sul fiume Adda dall’altro. In prossimità della frazione Bora raggiunge la quota minima, pari a 550 m slm, mentre la Corna Camozzera segna il valore altitudinale massimo, con i suoi 1452 m.
Il territorio è prevalentemente boscato, ma la complessità del paesaggio nel Parco è data dall’alternanza di superfici diversamente utilizzate, dai pascoli alle aree coltivate, alle ampie superfici rocciose sommitali... In particolare si individuano due fasce con caratteristiche differenti, una di media montagna e una sommitale.
Nella fascia di media montagna nel bosco, ampiamente diffuso, spiccano per pregio le selve castanili, testimonianza vivente di cultura e tradizioni che hanno caratterizzato questi luoghi fino a qualche decennio fa. Di notevole valore naturalistico, nonostante le dimensioni esigue che occupano, sono poi le formazioni vegetali di ripa, in cui si possono identificare svariate nicchie ecologiche.
A movimentare linee e colori di questa fascia sono soprattutto i prati e pascoli, un tempo sottoposti a interventi colturali più intensi, ma che oggi occupano ancora ampie porzioni all’interno del parco. L’importanza del loro mantenimento, sia in termini paesaggistici che per la conservazione della fauna selvatica, è ormai consapevolezza acquisita anche a livello amministrativo, dove da anni si lavora per garantirne un futuro.
Nella fascia sommitale le formazioni forestali hanno un ruolo fondamentale nella definizione del paesaggio,
e anche qui si registra l’avanzata del bosco nei confronti delle aree aperte.
La porzione nord occidentale del territorio del Parco, fra l’Ocone e la Corna Camozzera, è invece fortemente
caratterizzata dalla presenza di ambienti rocciosi, ricchi di specie di flora fortemente specializzate alle
condizioni ambientali cui sono sottoposte, e il cui fascino e bellezza sono sorprendenti. Si tratta di ambienti
aspri e severi, ove la bella roccia, calcarea e dolomitica, ci regala affascinanti disegni di guglie e pinnacoli
e splendidi scorci.
